Jorma Ollila: Stephen Elop non era il primo della lista dei candidati alla carica di CEO di Nokia

Stephen Elop

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Nel corso di una recente intervista, l’ex presidente di Nokia Jorma Ollila ha dichiarato che Stephen Elop non era il primo della lista dei candidati alla carica di CEO dell’azienda, bensì il secondo. Dopo le dimissioni di Olli Pekka Kallasvuo avvenute nel mese di settembre del 2010, Jorma Ollila si è personalmente occupato della selezione del suo successore e ora, a distanza di circa 3 anni, rivela che la nomina di Stephen Elop avvenne dopo che il primo della lista dei candidati a CEO rifiutò l’incarico.

Nell’intervista, ovviamente, non viene menzionato il nome di costui, si dice solo che all’epoca aveva 50 anni e che avrebbe rifiutato l’incarico a causa di problemi personali. Si ripiegò dunque su Stephen Elop che, proveniente da Microsoft, venne apprezzato e scelto per le sue doti di buon venditore e di dirigente deciso (“a good salesman and a decisive corporate executive”).

Ora, come nel film Slinding Doors si può solo immaginare e ipotizzare quale potrebbe essere stato il corso di Nokia se a capo della sua dirigenza ci fosse stata la persona che rifiutò l’incarico, ma come dice il detto “con i se e con i ma non si fa la storia”. Qualcuno potrebbe pensare che le cose sarebbero state migliori delle attuali, probabilmente per portare l’acqua al proprio mulino (di Symbian…), ma in realtà è impossibile dire con certezza in che condizioni sarebbe ora l’azienda finlandese, soprattutto perché non si conoscono i dettagli della vicenda.

Nell’intervista Jorma Ollila ammette che il declino di Nokia è iniziato con l’ingresso di Apple nel mercato degli smartphone, che si era concentrata esclusivamente sulla fascia alta del mercato. Nokia invece investiva e produceva soprattutto dispositivi di fascia bassa perché quella, afferma Ollila, era la richiesta che proveniva degli operatori telefonici. Il declino è poi proseguito, continua l’ex presidente di Nokia, con l’adozione di Windows Phone e con l’incapacità di creare prodotti competitivi capaci di contrastare quelli della concorrenza. Ma conclude affermando, anch’egli, che ora “è impossibile dire cosa sarebbe successo alla società se fossero state prese decisioni differenti da quelle annunciate nei primi mesi del 2011”.

Quello che si può affermare con certezza è che Nokia, ormai nelle mani di Microsoft, non sarà più l’azienda leader della telefonia mobile che è stata nel passato e che tutto ciò è dovuto al fallimento di una classe dirigente incapace di guardare al futuro e di contrastare in modo efficace e valido la concorrenza.

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